392 5584410 [email protected]

E’ possibile superare dei limiti mentali con una tecnica come Quanti-Ka ?
Per rispondere alla domanda, utilizzo questa condivisione fatta da Mxxxx dentro il gruppo riservato su Facebook:

 

Voglio condividere con voi una consapevolezza che per me è preziosissima e che mi ha letteralmente aperto un mondo nuovo.
Il continuo, costante utilizzo di Quanti-Ka sugli altri ma soprattutto per lavorare su me stessa, mi sta mano a mano permettendo di andare oltre, molto oltre i risultati visibili: mi ha aiutata a scardinare convinzioni depotenzianti e limiti che con altre tecniche la mente faticava a superare e ad avvicinarmi e tornare sempre di più verso quello che io chiamo “stato naturale di intuizione”.
Tradotto? Le mie intuizioni sono aumentate e cambiate di contenuti, frequenza e mi sta accadendo, seguendo le indicazioni che mi arrivano, di fare cose che fino a ieri la mia mente non avrebbe pensato…..ma (oggi so) il mio cuore sapeva di poter fare perché sapeva da sempre quale fosse la scelta della mia anima.
Perché vi racconto questo? Non certo per soddisfare i miei bisogni basali (anche con quelli va bene ormai ) ma, dapprima, perché la condivisione è parte di quello scopo e in secondo luogo per dire che anche a Quanti-Ka e in Quanti-Ka, i limiti li mettiamo noi. Ciò che si può fare una volta immersi nel Campo, è difficile da immaginare finché non lo si sperimenta.
Un consiglio per chi, come me, volesse comprendere il proprio scopo in questa vita? Quella che definiamo la nostra mission?
Si colleghi in autotrattamento al proprio ologramma coerente nel Campo di Quanti-Ka che ha già in modo completo e definitivo realizzato il suo scopo in questa vita. Potrebbe accadere, tra le infinite possibilità, che da un giorno all’altro si renda conto che lo stia già realizzando.

Mxxxx

Dopo aver frequentato il corso di Quanti-Ka ci sono alcune persone che fanno sessioni di autotrattamento in modo continuo su loro stessi per migliorare sempre di più e arrivare ad avere quella vita che cercano o sentono di meritare e altre, che trattano le persone vicine, famigliari, amici, conoscenti, per condividere la loro gioia nell’utilizzo di questa metodica.

Per me, Quanti-Ka, è stata ed è, la più grande palestra per l’allenamento quotidiano della mia autocoscienza o consapevolezza, come è più frequente chiamarla.

 

Quanti-Ka palestra per allenare la mente

 

Quando inizi a utilizzare Quanti-Ka tutti i giorni su di te

Quando inizi a utilizzare Quanti-Ka su di te, tutti i giorni, ti accorgi di un miglioramento di quello che Mxxxx chiama “stato naturale di intuizione” e di un ritorno al percepire sensazioni di cui prima non eri consapevole o lo eri solo in parte.

La cosa bella è che lo sviluppo dell’intuizione e di altre sensazioni come il senso di certezza interno avvertito sulla zona del plesso solare (3° chakra) riguardo all’andamento di alcune cose o situazioni, avviene non perché ti stai autotrattando con quella finalità, ma mentre ti fai trattamenti per altre cose che potrebbero essere fisiche, emotive, mentali, energetiche o situazionali.

Ricordiamo che l’intento di Quanti-Ka è di riportare coerenza in un sistema o parte o modello, che ha perso la sua coerenza originaria, indipendentemente dal motivo.

Esattamente come in palestra, più ti alleni nel tuo quotidiano e più questo effetto, che potremmo definirlo anche come “l’effetto secondario o collaterale” dei trattamenti, sarà quello di far emergere la tua parte intuitiva.

Tutti ce l’abbiamo.
In alcune persone è solo un pochino addormentata.
In altre è sotto anestesia.
In altre è proprio in coma. 🙂

E i limiti ce li mettiamo noi ?

Si, ne abbiamo già parlato in altro articolo, i limiti li mettiamo noi attraverso la nostra limitata esperienza della realtà rispetto alle infinite possibilità con il quale il Campo di Quanti-Ka o l’Universo possono portare ordine nella nostra vita.

Nella fisica quantistica c’è un principio secondo il quale l’osservatore influenza sempre l’osservato: si chiama “effetto osservatore” o “effetto Rosenthal”.

Chi ha seguito il corso di Quanti-Ka 1,  ha ben chiaro che ogni modello (anche la scienza o i suoi sottomodelli), ha le sue regole e su quelle si creano aspettative.

Le aspettative, divengono la nostra realtà.

Le aspettative sono fortemente influenzate dalle nostre convinzioni e credenze che abbiamo tutti, come programmi mentali a livello subconscio.

Quando utilizzo Quanti-Ka per aiutare una persona a risolvere un problema attraverso la soluzione più coerente per lei, io come operatore non so come questo cambiamento avverrà nella vita della persona.
Perché ?
Perché avviene nella maniera che è più coerente per lei.

La cosa che mi interessa di più è il conoscere quali sono le mie aspettative rispetto al trattamento che sto per fare.
Su questo, non vi sono molti dubbi a riguardo.

Quando qualcuno ti racconta quale problema si trova ad avere, a livello mentale scatta subito in noi un cercare di riconoscere e di collocare quella informazione, in base a precedenti esperienze e conoscenze che abbiamo acquisito nel tempo (in base a modelli di pensiero).
Facciamo una catalogazione come se dovessimo porre quel problema in una certa scatola (che contiene informazioni omogenee).

Se vedo una ferita e penso che mi ci vorrà una settimana per cicatrizzare, quello è il mio limite ma anche il mio potenziale.

E’ il mio limite perché, chi mi dice che il corpo non disponga di risorse ancora non studiate per cicatrizzare quel tipo di ferita in 2 giorni ?
In 3 ?
In 1 ?

E’ allo stesso tempo il mio potenziale, perché sono tranquillo che avendo già riscontrato in passato che è andata in quel modo, allora non mi aspetterò che avvenga in 30 giorni.
In altre parole, riusciamo a limitare il tempo in cui un fenomeno avviene.

Tornando a noi, quando applico Quanti-Ka e la persona mi racconta quale è il problema, immediatamente in me scatta una sensazione interna di possibilità o impossibilità ad aiutarla.
Ci sono cose che riteniamo possibili e altre non possibili, attraverso l’applicazione di tecniche o metodiche olistiche o che si basano sul potenziamento della forza di autoguarigione della persona.

Se sento che qualcosa mi “suona” come impossibile…

Se dentro di me ho la sensazione che qualcosa sia impossibile, allora prendo quel dato per fare un autotrattamento su me stesso.
In questo, per me Quanti-Ka è stata ed è la più grande palestra quotidiana dove mi alleno ad andare sempre un po oltre a quello che ritengo possibile o meno.

possibile impossibile per il bambino

E come in una vera palestra nella quale vai per fare movimento e smaltire qualche kilogrammo che hai accumulato o dove vai per sollevare pesi per far crescere i muscoli e definire il corpo,  Quanti-Ka con un lavoro continuo e costante nel tempo, ti permette di lasciare andare certe convinzioni e acquisirne altre che sono più funzionali alla vita che vuoi vivere per davvero.

La condivisione spontanea di Mxxxx, è la conferma di tutto questo.

 

 

Photo Credits: http://www.tryspruce.com/

X
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX;'>
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando la navigazione su questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi